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GIADA E LA SUA ARTE

Benvenuti nel mio blog...curiosità sull'arte e tanto altro... vi piacciono le mie opere?lasciate un commento, grazie

giada giametta

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November 08

RECENSIONE MOSTRA

locandina mostra in jpg

RECENSIONE DELLA MIA PRIMA MOSTRA PERSONALE:

"IL CONCRETO IMMAGINARIO"

Giada Giametta è una giovane artista palermitana laureatasi lo scorso luglio in scultura all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Le sue dimensioni artistiche predilette sono la scultura e la fotografia, in cui l’artista riesce più compiutamente ad esprimere il suo rapporto dialettico con il mondo circostante. Forte è il suo legame con l’immagine fuori di sé, che da oggetto dell’osservazione e vettore creativo diviene soggetto della rappresentazione attraverso l’interiorità e il corpo stesso dell’artista, entrambi visceralmente coinvolti nell’atto creativo. L’osservazione del reale, a volte contemplativa e silenziosa a volte esplorativa e scientifica, innesca il desiderio creativo, che si sviluppa da un particolare connubio di riflessione consapevole e istinto espressivo. Giada Giametta indaga la realtà come patrimonio di immagini ed identità straordinarie, pur nella loro fondamentale ordinarietà ontologica, storica e culturale. L’artista mostra, da un lato, un’innata volontà conoscitiva della diversità e dell’altrove, che si spinge sino all’indagine dell’anomalo e del deforme rispetto alla cultura occidentale, dall’altro, risponde al potente richiamo degli istinti primordiali dell’uomo, quali manifestazioni di massima sublimità della vita. Giada Giametta plasma così le sue riflessioni e impressioni all’interno di una spontanea ricerca nel campo dell’identità umana.
La sua indagine filosofico-antropologica si esprime nella serie di mezzi busti con modificazioni corporee, che ritraggono soggetti appartenenti ad etnie africane e asiatiche, in cui la pratica della ristrutturazione corporea sopravvive ancora oggi. L’alterazione volontaria del corpo, oggi pratica sociale globalizzata tramite la chirurgia estetica, il piercing e il tatuaggio, è ascesi ad un superiore ideale di bellezza, bramato quale manifestazione del divino nell’umana essenza. L’uomo plasma la sua stessa corporeità ancor prima della natura fenomenica che lo circonda, esprimendo così la sua volontà di potenza, la ricerca di un’identità superiore e il ritrovamento di un finalismo esistenziale, che giustifica la sua esperienza terrena. L’insieme di mezzi busti, quindi, costituisce la summa di un ampio studio multiculturale condotto alla ricerca dell’emotività del soggetto, che emerge dall’umida malleabilità della terracotta come identità verosimile e dinamica in una dimensione di fedeltà della restituzione plastica. Giada Giametta studia il corpo e la sua metafisica essenza nel campo dell’irregolarità morfologica, che nella ruvidezza della terracotta riesce a trovare un’espressività nuova e inaspettata.
Allo stesso modo, tra le luci e le ombre della pellicola fotografica, il sommo principio della Maternità viene osservato quale modificazione corporea primordiale, la cui fascinazione si manifesta nella presenza scultorea del corpo gravido, illuminato da un languido bagliore aureo, che infonde nella piena rotondità del grembo l’energia primigenia delle viscere della terra. Il grembo è baricentro del mondo quale significato primo e ragione ultima del ciclo vitale, dominando la progressione visuale dell’immaginario dell’artista. La morbida plasticità del corpo femminile alle soglie del concepimento viene ripresa nella sua naturale seppur conturbante eloquenza, che culmina nell’autoreferenzialità gnoseologica, quando la vita, attraverso lo sdoppiamento del grembo allo specchio, giunge a riflettere su se stessa. La dialettica dell’attesa si traduce in una molteplicità di pose corporee, in cui la vita contenuta si mostra attraverso il suo stesso nascondimento. È il preludio alla nascita, che nell’icona della madre e del figlio abbraccia la sacralità della vita, che nel marmo dell’opera Madre trova la sua massima espressione. Questo è l’affascinante cammino ad oggi di Giada Giametta, la cui potenzialità espressiva è, per nostro immenso gaudio, in piena evoluzione esplorativa, quale necessario processo di gestazione prima dell’esplosione genetica della vera anima dell’artista.
Germana Riccioli


October 15

Inaugurazione "concreto immaginario" la mia prima personale

Siete tutti invitati all'inaugurazione della mia prima mostra personale di fotografia e scultura "Concreto Immaginario"che avrà luogo a Palermo presso la libreria Universitas in corso Tukori,140!!!
October 11

1° concorso Medi@artist

Giorno 12 e 13 Ottobre a Palermo a Villa Trabia parteciperò al 1° concorso medi@artist
con 2 mie sculture!!
La scelta del vincitore avverrà per votazione popolare, mediante una scheda allegata al biglietto d'ingresso!!
Mi raccomando venite numerosi e votatemi:-D

July 15

INAUGURAZIONE MOSTRA

Lunedì ore 19.00 inaugurazione mostra collettiva di scultura a Santo Stefano Di Camastra, Palazzo Trabia...ci sono 2 mie opere...non mancate!!!
July 02

WOW

Appena laureata con 110 e lode!!!!!!
Che emozione!!!!!
June 19

FINALMENTE!!!!!

Finalmente so la data della mia laurea:
 giorno 2 luglio, alle 9.00 di mattina a Palazzo Fernandez
June 04

...

E la laurea si avvicina....
AIUTOOOOOO!!!!!
May 07

LA MIA TERZA PADAUNG!

E' proprio vero...non c'è due senza tre!!
Tra le foto delle mie sculture troverete la mia terza donna Padaung, una delle sculture che devo portare alla mia laurea...vi chiederete perchè l'ho rifatta tre volte...ora ve lo racconto:
1 La prima l'hanno rotta mentre la cuocevano (per chi non lo sapesse : per farla diventare terracotta si fa cuocere dentro i forni dei ceramisti che questa volta non hanno prestato attenzione e...patatrac ...hanno ridotto la scultura in mille pezzettini).
Allora l'ho rifatta e l'ho riportata a farla cuocere...
2 Quando sono andata a prenderla ...mi hanno detto che si era SCIOLTA  a causa di un tubo rotto che ha allagato tutto il negozio!!!AAAAAAAAAAAAHHHHHHH
Avevo detto che non l'avrei più rifatta..ma poi ci ho ripensato...la Padaung è fondamentale per la mia tesi!
3 Quindi questa è la mia terza Padaung...speriamo bene!!!
 
Ciao a tutti
March 21

LA MIA NUOVA SCULTURA: L'UOMO ZO'E'

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La mia nuova scultura rappresenta un uomo Zo'è, ma...chi sono questi strani uomini?
La tribù Zo'è

      Ancora oggi , nel folto della foresta Amazzonica troviamo i Poturu o Zo’è, una tribù scoperta da poco che vive nello stato del Parà, nel Nord del Brasile. La parola ‘Poturu’ deriva dal loro distintivo etnico: un cuneo di legno che trapassa il loro labbro inferiore e che può raggiungere i venti centimetri. Il cuneo viene indossato verso la pubertà da ragazzi e ragazze dopo essere stati perforati con unghia di zampa di macao. Vivono in piccoli gruppi come se fossero ‘fuori dall’universo da noi conosciuto’ e oggi sono solo circa duecentotrenta.


 

March 05

NON CI CREDO!!!

Sto finendo la tesi...non ci posso credere...manca solo una parte delle conclusioni...wow!!!
Mi sorprendo !!!!!!!!!!
Fino a 4 mesi fa non sapevo da dove iniziare e ora...
sto per finireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!
February 12

HO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO

AVETE TANTISSIMI PIERCING E/O TATUAGGI? HO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO PER LA MIA TESI!!!
Ragazzi ...tra non molto dovrei laurearmi ed ho bisogno del vostro aiuto perchè devo fare delle interviste per la mia tesi a persone con molti piercing e/o tatuaggi .
Lasciatemi un commento che vi contatterò, oppure il vostro indirizzo msn, che se volete cancellerò dai miei contatti subito dopo avervi fatto l'intervista. Vi aspetto numerosi...
February 09

lasciatelo qualche commento ogni tanto!!!

Carissimi, mi fa tanto piacere che voi visitiate il mio blog...ma perchè non lasciate un commento ? Bello o brutto che sia, io ho bisogno di sapere se le mie opere vi piacciono o no, se sono interessanti o fanno schifo!
Dai che vi costa lasciare un commentino sulle mie opere o sul mio space?
                   Grazie a tutti anticipatamente, sicuramente sarete in tanti a rispondermi...
January 31

LA MIA SCULTURA: CHI E' CATMAN?

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Avrete sicuramente visto tra le mie opere l'uomo gatto, ma chi è Catman?

In questi ultimi 25 anni, Dennis Avner, per realizzare il suo sogno di diventare una tigre, ha ricevuto così tante operazioni chirurgiche e cosmetiche da perdere il conto.

Tutti i suoi denti sono stati rimossi e sostituiti con una dentiera e con delle zanne.

Ha fatto spaccare il suo labbro superiore per assomigliare alla bocca di un gatto.

 Ha sei supporti di acciaio inossidabile impiantati sulla sua fronte e 18 piercing sopra il labbro a cui può fissare i baffi.

 Ha avuto operazioni nella fronte e nel naso ed iniezioni di silicone nella guancia, nel mento e nel labbro.

 Le punte delle sue orecchie sono aguzze ed ha tanti tatuaggi nel corpo.

Ma secondo voi non è pazzo?

January 29

LA MIA SCULTURA MAORI COSA HA SULLA FRONTE?

Tra le immagini delle mie sculture, ne trovate una (quella maori)con strane linee sulla fronte, sapete di cosa si tratta? sono Scarificazioni.

 

Scarificazione si riferisce alla creazione, attraverso una qualsiasi tecnica, di una o più cicatrici permanenti su una qualsiasi parte della pelle.

 Oggi la decisione di farsi scarificare viene presa esclusivamente da chi decide di ornare il proprio corpo, ma nei secoli passati, soprattutto tra le popolazioni tribali, la decisione era presa da una autorità superiore, senza il consenso dell’interessato.

Le tecniche di scarificazione sono varie e ognuna dà un risultato estetico diverso: si può distinguere tra il branding (tipo di scarificazione ottenuto bruciando la pelle per mezzo di barrette di metallo incandescenti. Ha origine dall’abitudine di marchiare gli animali per dimostrarne la proprietà e dai marchi praticati sugli schiavi, nell’antico Egitto, tra i Romani e altrove. Agli schiavi erano imposti collari non rimovibili e, spesso, segni a fuoco specifici.), il cutting semplice (una particolare forma di scarificazione che implica l’incisione o il taglio della pelle.) e quello a cui segue l’iniezione di particolari sostanze nella pelle..

January 22

LA MIA SCULTURA: MANGBETU

Modellazione del Cranio
(come la mia donna Mangbetu)
Questa antica usanza era conosciuta e praticata tra i regnanti e gli aristocratici dell'antico Egitto e della Cina, ma anche tra le popolazioni dell'Africa e della Malesia, nonchè tra i nativi americani, quali i Chinook e i Kwakiutl. Durante i primi mesi di vita il cranio dei bambini veniva allungato artificialmente. I diversi popoli hanno usato mezzi differenti per raggiungere tale scopo, ma il motivo è lo stesso: un cranio allungato verso l’alto o verso la nuca, oltre a elevare l’alto rango sociale del bambino, è considerato segno di una saggezza e di una intelligenza superiori.
 

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